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venerdì 14 maggio 2010

SEM e SEO per le piccole aziende

Ho letto un interessante post di Rob Chant, esperto di web marketing. È una riflessione sulla possibilità per le piccole realtà di ottenere successo grazie a campagne Google. Eccone un sunto. Davvero SEO e SEM sono un'opportunità di guadagno per tutti? La risposta è SI.

Una delle invenzioni più straordinarie del web, Google, ha consentito - con il diffondersi del web marketing - l'accesso a valide forme di pubblicità anche a realtà che tradizionalmente non potevano permettersi di accedere ai grandi media. Infatti, grazie a Google appunto, non sono più necessari budget miliardari per raggiungere audience nazionali e internazionali. Giusto?

Nonostante siano ancora diffuse opinioni un po' naif (della serie: "Ho già speso 100 euro con voi, come mai non sono ancora al primo posto per "telecacamere digitali"?) chiunque si sia sforzato almeno un minimo di approfondire la vicenda sa che la strada per migliorare la propria posizione è lunga e a volte anche ardua. Le keyword più appetibili spesso sono anche quelle più desiderate e quindi le più costose (in caso di search advertising) e i primi posti sono dominati da pochi agguerritissimi protagonisti.

La domanda sorge quindi spontanea: "Ma allora il campo di battaglia è davvero uguale per tutti? Abbiamo davvero tutti le stesse possibilità? Le piccole imprese possono davvero competere?" Assolutamente sì.


Si tratta di affidarsi a qualcuno che conosce molto bene le regole del gioco e che sa muoversi con intelligenza e lungimiranza. Perché infatti non si tratta di raccogliere le briciole lasciate sul tavolo dai player più grandi ma si tratta di approfittare del concetto di "coda lunga" sulle keywords e di saper bene indirizzare il proprio traffico.

La via più sicura è sempre affidarsi a una brava agenzia che abbia esperienza e sia specializzata in questo campo proprio con piccole imprese e piccole realtà.

domenica 29 novembre 2009

Il web marketing è solo all'inizio

Il web marketing sta iniziando solo ora a cogliere le prime, nuove opportunità offerte dal mercato e lo spazio di crescita e miglioramento è ancora vasto.

Ma dove sta il problema? Sta nel fatto che le aziende non percepiscono ancora queste opportunità perché l'informazione scarseggia. Tocca allora a noi agenzie sforzarci di far capire loro la ricchezza del mezzo in ottica marketing, ascoltando le necessità dell'interlocutore e parlando un linguaggio comprensibile. Sempre che si riesca ad avere un interlocutore. Ma questo è un altro problema di cui parleremo ancora.

Inoltre, il management delle aziende pretende di solito un impatto visibile, e preferibilmente immediato, sulle vendite per convincersi a spostare sul web parte dei budget adv, «ma cercano nella comunicazione online il Sacro Graal, sperando in risultati eccezionali con investimenti però non all’altezza rispetto agli altri mezzi», ha spiegato Layla Pavone, presidente dello IAB.

Morale: poiché è molto duro e difficile già ottenere un appuntamento, quando lo si raggiunge è fondamentale arrivare preparati. Per questo in DigiTouch ci preoccupiamo di auto-addestrarci con seminari, formazione, simulazioni. Vogliamo farci portavoce di questi nuovi scenari e opportunità in modo chiaro, convincente, esaustivo. E per fare questo anche noi dobbiamo prepararci a fondo e investiamo, all'interno, molto nei nostri collaboratori.

venerdì 27 novembre 2009

Meno tv, più internet

Una interessante ricerca presentata l'altro ieri da Yahoo, evidenzia come sempre più italiani passino meno tempo davanti alla tv e sempre più su internet, anche a casa, anche nel tempo libero. Un atteggiamento che rivoluziona gli scenari della pubblicità. Una nuova opportunità per le aziende e per chi si occupa di marketing sul web.


Oggi la tv perde terreno a favore della grande rete. Ma non solo. Internet si conferma avere un ruolo strategico nelle scelte e nella formazione di opinioni. Pensate che il 31% degli intervistati nel sondaggio citato hanno dichiarato di aver cambiato idea su un marchio o un prodotto dopo aver eseguito una ricerca in rete.

Mi fa molto piacere questo dato perché conferma e sottolinea il ruolo attivo degli utenti in rete che sono sempre più protagonisti attenti e consapevoli e non semplici bersagli passivi della pubblicità, come lo sono con i media tradizionali, cioè tv, radio e giornali.