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martedì 22 dicembre 2009

Offerta di vino online. Un caso di successo

Intuendo l'efficacia del mezzo internet come strumento promozionale e di vendita, l'azienda vinicola Lazzarotto ha investito in una campagna di web advertising per promuovere la sua produzione vinicola. E ha funzionato alla grande.

Oggi vi racconto un esempio di web marketing di successo realizzato da un produttore vinicolo del Friuli e da Digitouch.

DigiTouch ha creato una serie di banner che suggeriscono come idea regalo il vino Lazzarotto e che rimandano alla pagina e-commerce del sito dalla quale è possibile effettuare un ordine personalizzato di vini. DigiTouch ha inoltre realizzato una landing page, alla quale si approda cliccando su annunci dedicati pubblicati su Google, e che invita l'utente a compilare un form per ricevere una bottiglia mignon di assaggio, al solo costo della spedizione (2 euro). L'obiettivo è invitare alla conoscenza del vino Lazzarotto un pubblico di potenziali clienti in un'ottica try and buy.

Mi spiego: in una logica di direct response, ho puntato sullo sviluppo di un invito all'azione immediato ed efficace, attraente e semplice.

Matteo Lazzarotto, proprietario dell'azienda vinicola Lazzarotto, ha commentato: «Siamo orgogliosi di essere tra i primi del nostro settore ad avere esplorato il canale web per pubblicizzare un prodotto enogastronomico pregiato come il vino. I primi risultati della campagna, partita il 10 dicembre, evidenziano un trend molto positivo e ci lasciano sperare in un favorevole proseguimento dell'iniziativa».

mercoledì 16 dicembre 2009

In azienda tutto d'accordo grazie al post-click marketing

Si chiama l'assioma dell'organigramma: più grande è un'azienda e più alto è il numero di persone coinvolte nello stesso compito.


Tuttavia l'online marketing è una particolare, e spesso caotica intersezione di responsabili marketing, responsabili web, specialisti SEO, product manager, analisti, personale IT, legali e almeno un consulente o azienda esterna. Il che non rende semplice una gestione che, purtroppo solo in teoria oggigiorno, lo sarebbe.
Senza contare che qualsiasi argomento deve poi essere sottoposto "in alto" e quindi al capo, al consiglio dei capi, al capo dei capi.

In tutto questo si inseriscono poi le agenzie di pubblicità, quelle di PR, quella di sviluppo web, quella che fa il direct marketing, quella che fa il web marketing.

Tutto ciò vi spaventa? Non deve, niente panico.

Infatti la risposta che mette tutti d'accordo è il post-click marketing. Come è possibile? È possibile perché il post-click marketing è l'unico modo che finora conosciamo per dare a ogni singolo gruppo o interlocutore i dati e le risposte che desidera. Dati e risposte che sono diverse da gruppo a gruppo.

Nei prossimi post cercherò di raccontarvi quali sono i modi per raggiungere questo risultato.

venerdì 6 novembre 2009

Web marketing all'interno dell'azienda


Visto che anche il web marketing è stato ormai sdoganato come "industria", è ora di dare un'occhiata alle barriere che esistono all'interno delle aziende e che impediscono il successo (garantito) di una buona strategia online.

Avete letto bene: infatti nel grande schema delle cose (parlo di aziende che sediderano fare profitto) l'aspetto più importante è capire in che modo un'azienda può essere competitiva e di successo ONLINE.

È un dato di fatto che ogni azienda ci deve arrivare al web marketing: non farlo, ignorare medium, sistemi, procedure, opportunità è un pericolo molto, molto grave. Solo che non tutte le aziende sono strutturate internamente per farlo. E attenzione: non vuole solo dire avere un'unità di web marketing interna (cosa che peraltro non fa NESSUNO, nemmeno le multinazionali americane). Sto parlando della struttura che ci deve essere all'interno di un'azienda perché il web marketing sia un'operazione di successo, sia che la unit che se ne occupa sia esterna che interna.

Mi rivolgo ora ai manager e ai CEO in particolare e vi indico i campanelli di allarme che devono suonare PRIMA di cancellare il contratto con il vostro web marketing partner perché non vi soddisfa il risultato.


È certo che l'organizzazione aziendale NON funziona quando...:
* Il reparto IT impiega 1 o 2 mesi per inserire un pezzo di codice al vostro sito aziendale.
* Chi si occupa di web marketing non ha mai incontrato chi sviluppa e progetta il sito, se non magari alla festa di Natale.
* L'ufficio legale deve approvare ogni landing page che viene pubblicata
* I vostri ads incentrati sugli chalet di montagna hanno visto un'impennata delle vendite di bilocali al mare.

Non ridete, è successo davvero.

giovedì 7 maggio 2009

Perché fare pubblicità sul web

Il messaggio a cui siamo abituati della tv tradizionale è univoco, diretto: lo spot di 30” deve farci emozionare, ricordare magari un concetto o trasmetterci una sensazione ma non ha l’obiettivo di farci finalizzare un acquisto direttamente e immediatamente. È, di solito, un messaggio generico, che possa far presa sul più vasto pubblico possibile.

I sistemi di rilevazione dei media tradizionali sono basati per lo più su statistiche e su interpolazioni ed inferenze. Posso cioè valutare la bontà e l’efficacia dello spot tv dell’ultima campagna Renault basandomi su dati statistici del passato o su sondaggi o su base campioni (l’Auditel stesso è un sistema che si base su una tecnica simile a quella di un sondaggio ).

Il messaggio del mondo web 2.0 è invece (anche se non sempre) legato direttamente all’acquisto o alla finalizzazione di un’azione; gli inserzionisti non si pongono solo l’obiettivo di fare brand awareness o di far conoscere un nuovo prodotto ma vogliono potere acquisire il cliente e fargli “completare” il percorso: da curioso a cliente.

Ma su Internet, e qui sta lo straordinario vantaggio, io posso calcolare esattamente le persone che hanno visto il mio messaggio qualunque sia la forma di espressione che scelgo (banner, video, landing page ecc. ecc.) ed anche le persone che hanno interagito con esso (generalmente cliccando sull’annuncio), le persone che sono atterrate sul mio sito o sulla mia landing page e via fino al numero di persone che hanno effettuato l’acquisto o finalizzato un’ azione, fosse anche solo rispondere a un sondaggio, inserire l’indirizzo mail o completare un questionario.