mercoledì 9 giugno 2010

Quanto conta la reputazione online?


La risposta è "tanto". Un video che finisce su YouTube, un messaggio postato su Facebook possono davvero fare disastri - o miracoli - per la reputation di un'azienda.


Nestlé, Toyota, Domino's Pizza sono solo alcuni dei grossi brand che hanno subito un danno forte di immagine, e quindi di fatturato, grazie o per colpa dei social network.
A conferma che il passaparola, word of mouth per gli anglofoni, è potentissimo. Anche e soprattutto nella rete.

Sono 30 milioni gli internauti in Italia e 18 milioni di questi sono iscritti attivi di un social network. Sono dati che vanno tenuti assolutamente in considerazione. Per questo è necessario che un'azienda abbia sempre le orecchie (virtuali, si intende) ben tese ad ascoltare gli umori e i rumori che si diffondono sulla rete a velocità ben superiore a quella di bit e byte della connessione.

La sempre autorevole Nielsen annuncia che la "reputazione digitale ha sempre più riverberi su quella reale". Pensate che il 30% dei consumatori dichiara che prima di acquistare un prodotto, fa una ricerca si internet.

E noi, stiamo monitorando quello che sulla rete si dice di noi? E interveniamo? Come?

venerdì 14 maggio 2010

SEM e SEO per le piccole aziende

Ho letto un interessante post di Rob Chant, esperto di web marketing. È una riflessione sulla possibilità per le piccole realtà di ottenere successo grazie a campagne Google. Eccone un sunto. Davvero SEO e SEM sono un'opportunità di guadagno per tutti? La risposta è SI.

Una delle invenzioni più straordinarie del web, Google, ha consentito - con il diffondersi del web marketing - l'accesso a valide forme di pubblicità anche a realtà che tradizionalmente non potevano permettersi di accedere ai grandi media. Infatti, grazie a Google appunto, non sono più necessari budget miliardari per raggiungere audience nazionali e internazionali. Giusto?

Nonostante siano ancora diffuse opinioni un po' naif (della serie: "Ho già speso 100 euro con voi, come mai non sono ancora al primo posto per "telecacamere digitali"?) chiunque si sia sforzato almeno un minimo di approfondire la vicenda sa che la strada per migliorare la propria posizione è lunga e a volte anche ardua. Le keyword più appetibili spesso sono anche quelle più desiderate e quindi le più costose (in caso di search advertising) e i primi posti sono dominati da pochi agguerritissimi protagonisti.

La domanda sorge quindi spontanea: "Ma allora il campo di battaglia è davvero uguale per tutti? Abbiamo davvero tutti le stesse possibilità? Le piccole imprese possono davvero competere?" Assolutamente sì.


Si tratta di affidarsi a qualcuno che conosce molto bene le regole del gioco e che sa muoversi con intelligenza e lungimiranza. Perché infatti non si tratta di raccogliere le briciole lasciate sul tavolo dai player più grandi ma si tratta di approfittare del concetto di "coda lunga" sulle keywords e di saper bene indirizzare il proprio traffico.

La via più sicura è sempre affidarsi a una brava agenzia che abbia esperienza e sia specializzata in questo campo proprio con piccole imprese e piccole realtà.

lunedì 3 maggio 2010

L'influenza dei social media

Abbiamo tutti sperimentato sulla nostra pelle come le reti sociali possano riuscire a modificare le nostre abitudini. In effetti, sono in crescita continua i consumatori che si rivolgono a internet prima di prendere una decisione. In molti campi.


Questo significa che i gruppi in grado di influenzare i processi decisionali hanno un impatto molto significativo sulle decisioni dell'utente finale senza magari nemmeno conoscerlo.
Per fare un esempio pratico, pensate alle recensioni del lettori su Amazon.
Molto probabilmente non conosco le persone che hanno postato un commento ma se li leggo, sicuramente ne sarò comunque influenzato e la mia decisione se acquistare o no quel libro o quel prodotto ne verrà modificata.

Quindi se utilizzati correttamente, gli operatori di marketing hanno la possibilità di sviluppare un livello di influenza decisionale alto e concreto sui comportamenti attraverso i media sociali. Tuttavia è assolutamente necessario pianificare PRIMA e decidere a priori, prima di impostare qualsiasi azione, che tipo di risultato si vuole ottenere.

mercoledì 21 aprile 2010

La miniera di Google Analytics

Qualche giorno fa, ho tenuto un corso di web marketing e mi sono accorto di come Google Analytics attiri molte aziende ma poi se le perda per strada. Perché?

Il motivo in realtà è piuttosto semplice. Il software Google Analytics che, come dice il nome, analizza tutti i dati di traffico relativi a un sito, è GRATIS. La parola è magica e, soprattutto in Italia, apre tutte le porte e riesce a sfondare anche la mente più coriacea del più rigido e antiquato dei dirigenti.

Molte aziende, in modo molto miope permettetemi, si illudono di risolvere il problema del web marketing facendo installare questo software ai propri IT manager. Con, mi immagino, la speranza surretizia di evitare di sborsare soldi per un partner di web marketing.

In realtà Analytics è uno strumento davvero potente ma necessita di due pilastri fondamentali:

1. deve esserci qualcuno in azienda in grado di installarlo correttamente, settando i parametri che interessano di più all'azienda stessa;
2. ci deve essere qualcuno (dentro o fuori dall'azienda) che non solo rilevi l'immensa e preziosa mole di dati che Google partorisce ma che li sappia anche aggregare, organizzare, ottimizzare in modo che siano efficaci per consentire all'azienda di fare azioni mirate e particolari.

Morale: lo strumento è efficace e potente ma non fa miracoli da solo: ha bisogno di qualcuno che lo adoperi con costanza e che sappia dare un'interpretazione e un seguito alle sue rilevazioni. Come ad esempio una brava agenzia.

giovedì 8 aprile 2010

Quanto tempo passi su Facebook?

Oggi i giovani dedicano la metà del tempo trascorso online al social networking. Il che ammonta a un giorno alla settimana, circa 8 ore. Per questo i social networkers sono un obiettivo di marketing interessante per le aziende. Sia quelle che fanno pubblicità, sia quelle che cercano personale.

Oggi ho letto un interessante articolo sul blog dell'ottimo ed esperto Luca Chittaro a proposito delle informazioni che vengono lette per prime sui social network e alle quali, quindi, dobbiamo prestare attenzione perché vengono lette sia dalle aziende che vogliono investire in pubblicità sui SN, sia dalle aziende che cercano personale.

Il concetto ha un nome e pure una professione collegata: impression management.
Quali sono allora le sezioni che vengono lette per "farsi una prima impressione" di una persona e determinare quindi se siamo un buon target oppure no?

Secondo l'articolo di Chittaro sono:

1. La sezione About Me (“Su di me” nella versione italiana di Facebook): esaminata dall’87,4% dei visitatori e tipicamente per prima.
2. La sezione Pictures ("Foto", nella versione italiana di Facebook): 83,5% dei visitatori.
3. La sezione Interests ("Interessi", nella versione italiana di Facebook): 69,6% dei visitatori.
4. La sezione Activities ("Attività", nella versione italiana di Facebook): 68% dei visitatori.

Ecco, ora sappiamo che cosa fare nella prossima pausa caffè: aggiorniamo con attenzione queste sezioni del nostro profilo su Facebook. Non si sa mai!

mercoledì 24 marzo 2010

Quanto impiega Google a dare risultati?

È questa la domanda tipica che tutti poniamo quando iniziamo una campagna SEO. La risposta è variabile e diversa per ogni sito ma tipicamente si basa sull'età del sito (da quanto tempo è online) e sul livello di competizione che esiste per le parole chiave (keywords) scelte.


Tuttavia non è così facile dare una risposta precisa perché sono molti altri i fattori che influenzano l'attività SEO. Un altro elemento è se il sito ha contenuti nuovi e freschi o se, nel corso del tempo, è stato ri-progettato e rinnovato nei contenuti stessi.

Prendiamo ad esempio un nuovo dominio/sito. Sarà probabilmente difficile raggiungere la "fiducia" da parte degli utenti e dei motori di ricerca necessaria per salire di posizione per almeno tre mesi (e siamo ottimisti). Più probabilmente si parlerà di 6-9 mesi. Ma anche questo non è matematico. Una buona soluzione e una ottima strategia proposta dalle agenzie è quella di aggiornare sempre i contenuti, aggiungerne di nuovi e fare in modo di ottenere link al nostro sito da siti autorevoli e frequentati.

Teniamo però sempre in mente che bisogna partire bene: il nostro sito deve consentire ai motori di ricerca un buon crawling, cioè una buona comprensione dei contenuti, altrimenti qualsiasi attività di web marketing sarà totalmente inutile.

martedì 16 marzo 2010

Google Social Search: nuova linfa per il web marketing

Ancora una volta le geniali menti di Google sono saltate fuori con un servizio di ricerca nuovo e straordinario: la ricerca sociale.


In soldoni si tratta di un nuovo algoritmo che utilizza ed esegue le ricerche tra gli elementi che ognuno di noi ha nella sua pagina personale di Google, compresi i contatti dei nostri network (facebook, twitter, google chat ecc.). I risultati vengono visualizzati direttamente all'interno della normale pagina di display della nostra ricerca e incorporano testo, video, foto ecc.

L'idea che sta alla base di questo nuovo tipo di ricerca è quella di ottenere le info relative alla ricerca dal mio network di amici, dalla mia rete sociale, piuttosto che da siti anonimi.

Google Search al momento è attivo in versione beta solo da google.com ma presto sarà esteso a tutte le country aprendo nuove froentiere per il web e il performance marketing che potranno sempre più basarsi su informazioni precise di gusti, sensazioni, opinioni comuni.

Per saperne di più, ecco il video esplicativo con Matt Cutts di Google.